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Quasi pronti a Svanire

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Tweet-intervista su Emilio all’Ischia Film Festival

Il racconto dei primi giorni dell’Ischia Film Festival ed una particolare tweet-intervista al regista che ha aperto il Festival con il suo cortometraggio Emilio, opera nata da un progetto di crowdfunding e girata nel territorio salentino.

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di Fabrizio Barbato

 


La metamorfosi di Emilio

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Le prime di “Emilio”

Prime date ufficiali delle proiezioni del mio nuovo film breve Emilio:

31 gennaio ore 20 e 30 – Auditorium Paolo VI – piazza IV novembre., Succivo.

1 Febbraio ore 20 e 30 –  Teatro Civico 14 – vicolo della Ratta, Caserta.

3 febbraio ore 19:00 – Ammirato Culture House – via di Pettorano 3, Lecce (ingresso riservato agli invitati).


4 febbraio ore 20:30 – Arci Rubik –  via Cellino 5, Guagnano (Le).

6 febbraio ore 21.00 – Km97, Via della Ferrandina, Lecce.

7 febbraio ore 21.00 – Arci Paisà – Via Vittorio Emanuele 14, Maruggio (Ta)

8 febbraio ore 21.00 – GreenWood, Via Machiavelli 4, Matino (Le)

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Video Premiazione

Premio Gryphon Award per “Corti” nella categoria Generator +18 alla 42esima edizione del Giffoni Film Festival


Cronistoria di una vittoria inaspettata

ImmagineLa mattina del 18 luglio, insieme ad Alessandro Lanciato, Giusi Ricciato e a Nicola Pellino, siamo partiti per prendere parte alla 42ma edizione del Giffoni Film Festival.

La prima volta che ci siamo andati, nell’estate di due anni fa, eravamo tornati a casa con il premio Amnesty International consegnatoci per DisAbili. Questa volta, però, eravamo in concorso ufficiale.

Avevamo chiesto, rinunciando all’albergo che avevamo per tre notti, di poter accamparci nel campeggio messo in piedi dall’organizzazione del Neapolis per goderci una settimana piena di festival, e così è stato. La settimana è volata tra la voce inconfondibile di Patty Smith, i bellissimi film in concorso, tra cui lo sconvolgente Barbie del Sud-Coreano Sang-woo Lee ed i nostri luculliani pranzi fatti di panini e acqua liscia.

Arriva, finalmente, il 23 luglio, giorno della proiezione dei cortometraggi della categoria Generator +18 e, quindi, anche del nostro Corti, penultimo film in ordine di proiezione.

La sala Lumiere è stracolma, per l’occasione ci sono venuti a sostenere il nostro produttore esecutivo Luigi Mozzillo e la nostra segretaria di produzione Milena D’ambrosio, che grazie al film hanno avuto la fortuna di innamorarsi, ed altri due amici.

Tra l’ansia e l’emozione si spengono le luci della sala.

Tra tutti i cortometraggi proiettati ci impressiona particolarmente, per bellezza, stile narrativo ed interpretazione, quello del norvegese Hallvar Witzø che, con il suo Tuba Atlantic, si conquista anche una nomination agli Oscar 2012.

E’ l’ultimo giorno del festival e seduti sotto gli alberi di ulivo, mentre mangiamo un succoso ed energico melone, facciamo i nostri pronostici per la categoria che ci riguarda e unanimemente decretiamo: Barbie miglior film e Tuba Atlantic miglior cortometraggio. Il pomeriggio, lasciamo Giusi a dormire mentre noi lo passiamo in compagnia della parole serafiche del maestro Franco Battiato che chetano una platea di scalmanati.

Sono le 17:00, mancano due ore e mezza alla serata di premiazione, alla quale si accede solo con invito, la nostra pigrizia ci dice che non proveremo ad entrare e lasciata la bellissima sala Truffaut ci dirigiamo verso la macchina, decisi a ritornare in campeggio e passare la serata ad un tavolo di un bar.

Saliti in macchina mi ricordo di non aver fatto qualcosa: andare a salutare Antonia Grimaldi, vice direttrice del festival, selezionatrice dei cortometraggi in concorso e soprattutto donna di grande sensibilità, umanità e spirito. Lascio Alessandro e Nicola al loro solito battibecco e ritorno alla cittadella del cinema.

Busso, mi aprono la porta e salgo al primo piano. La stanza di Antonia è piena di collaboratori: io, per non disturbare, le dico che che voglio solo rubarle un minuto per salutarla.

Lei mi guarda e mi dice: «Dove vai? Tu hai vinto! Ex-aequo con il cortometraggio norvegese».

La mia reazione non è raccontabile; lei mi fa prendere una sedia e poi chiede ad uno dei suoi collaboratori, vista la mia incredulità, di farmi leggere il comunicato ufficiale dei vincitori.

E’ vero! Sul foglio c’è il mio nome e quello del nostro film breve.

Nella stanza nessuno, me compreso, ha il tempo di capire il mio stato d’animo.

Mi alzo, Antonia mi guarda e mi suggerisce di indossare degli abiti eleganti per la serata, poi si ricorda che siamo in campeggio e che il temporale che ci ha investito per due giorni di seguito non ha avuto rispetto per quei pochi abiti decenti che avevamo, e dice: «Così stai benissimo».

Lascio la stanza e scendo le scale, ovviamente senza realizzare niente e senza sapere se dirlo o no agli amici che mi aspettano alla macchina.

Apro la porta e mi ritrovo nella cittadella del cinema.

Non so che cosa mi sia successo ma ho cominciato a correre, e chi mi conosce sa che questo è veramente una stranezza. Ho corso più veloce che potevo e l’impressione è stata tanto forte che Nicola, vedendomi arrivare da lontano, ha riattaccato il telefono convinto che fosse successo qualcosa di grave.

Alessandro ha avuto solo il tempo di vedermi, di alzarsi dalla sedia e cominciare ad urlare con me e stringermi fortissimo. Lui l’aveva capito subito, lui capisce subito tutto.

Nicola si è ritrovato, suo malgrado, stretto tra le mie urla, le braccia enormi di Alessandro e gli sguardi della gente che usciva fuori dal bar e ci guardava, a ragione, in modo molto strano. Decidiamo di non dire niente a Giusi, nascondiamo la nostra gioia in una Peroni ghiacciata.

Torniamo in campeggio.

Alle 19 e 30 siamo in sala Truffaut.

Entriamo perché ho chiesto la cortesia ad un bodyguard che conosco di farci infiltrare, è questo che deve credere Giusi e, conoscendoci, Giusi ci crede.

Premiano tutte le categorie si parte dagli element +3, la nostra sarà quindi l’ultima. Dopo poco più di un’ora GianVincenzo Nastasi, responsabile della categoria +18, sale sul palco per proclamare i vincitori.

Noi tre più che guardare il palco guardiamo Giusi.

Secondo classificato per i cortometraggio il bel corto di animazione EDMOND WAS A DONKEY del francese Franck Dion.

Guardo Giusi e senza dirci niente esprimiamo la nostra delusione per non aver conquistato nemmeno il secondo posto.

«Primo classificato… no, primi classificati ad ex-aequo: Short di Angelo Cretella e Tuba Atlantic di Hallvar Witzø».

Giusi sembra essere colpita da una scossa elettrica, ci guarda e dalle nostre facce dementi capisce subito che lei era l’unica a non sapere niente.

Mi chiamano sul palco, addosso ho le cose peggiori tra quelle poche migliori che posseggo, e ancora incosciente ricevo il Gryphon Award.

Ritorno al mio posto e lacrime di Giusi mi riempiono il cuore. Il premio miglior film va a Barbie di Sang-woo Lee; noi siamo in piedi ad applaudirlo e il sud coreano commosso ringrazia tutti.

Per un momento penso che avevamo preso in pieno tutti e due i vincitori e che in mezzo a loro due c’eravamo noi; l’onore di essere così in buonissima compagnia era pari all’imbarazzo; poi scorrendo la lista di tutti i premi ci accorgiamo di essere gli unici italiani a ricevere un premio ufficiale: è davvero troppo.

La sera, al chiostro di San Francesco, c’è tempo solo per il vino, i festeggiamenti, gli abbracci e i baci con il nostro, ormai, amico sud coreano Sang-woo Lee.

L’ultimo cicchetto, di cui il nostro fegato farebbe volentieri a meno, ce lo offrono Enzo e sua moglie Lina nel loro folle bar che per noi è stato rifugio alcolico e luogo di incontri belli come quelli con Raffaele Bimbo e tanti altri.

Ultima notte in campeggio e risveglio con il sole che filtra nella tenda.

Si ritorna a casa, a Succivo; ci sono molte cose da fare, da recuperare.

Accendo il mac e la nostra pagina Facebook è invasa di commenti e messaggi per la nostra vittoria.

«Scrivo una cronistoria di questa settimana, voglio condividere con tutti la nostra esperienza».

Mi accorgo adesso, quando istintivamente mi viene da piangere, che queste parole le ho scritte soprattutto per rendermi conto che è vero: “ABBIAMO VINTO”.

Grazie a tutti

Angelo Cretella


Ritorna a Caserta Cinema dal Basso

Cinema dal basso è una dichiarazione d’amore.

E’ voglia di con-dividere e portare in provincia un cinema a cui le salagiochi dell’immagine non danno credito.

E’ un festival che da alcuni anni propone opere ed autori esclusi da una distribuzione sempre meno coraggiosa.

E’ cultura in una città istituzionalmente dormiente e disattenta, che per tre giorni proietterà dal basso la propria voglia di cambiamento e di resistenza.

Partecipate!!!

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per info e programma:

http://cinemadalbasso.wordpress.com/2012/04/27/waiting-for-the-rabbit/